Il filo interdentale: storia di un oggetto semplice ma essenziale - Sorrisodeciso: il filo diretto col tuo dentista
Curiosità e falsi miti
4 Dicembre 2020

Il filo interdentale: storia di un oggetto semplice ma essenziale

 

Nel suo articolo dedicato al filo interdentale, il dottor Massimo ci ha spiegato in modo semplice come si usa questo semplice strumento e perché è importante per proteggere la salute orale.

Ad oggi, esistono diversi tipi di fili interdentali che si adattano bene in base alle esigenze. Dai fili più sottili e cerati per gli spazi stretti, a quelli spugnosi e pretagliati per la pulizia di ponti e apparecchi, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma com’era il primo filo interdentale?

Il filo interdentale nell’antichità

Nessuno sa di preciso quando le persone abbiano iniziato a utilizzare questo semplice dispositivo. Alcuni studi archeologici, esaminando dei teschi preistorici, hanno evidenziato delle striature sulle superfici dentali che potrebbero indicare l’abitudine di pulire gli spazi interdentali. Con cosa? Certamente non avevano a disposizione i materiali che conosciamo oggi: probabilmente svolgevano questa pratica utilizzando crini di cavallo.

Il filo nell’era moderna

Codman and Shurtleff, 1800

Il primo filo interdentale nell’epoca moderna fu inventato da Levi Spear Parmly, un dentista di New Orleans. Nel 1815 creò una prima versione del filo interdentale, realizzato con la seta, e da buon dentista iniziò a consigliarne l’uso quotidiano. Tuttavia è solo a fine ‘800 che una ditta, la Codman and Shurtleff, iniziò a produrre un filo in seta non cerato, disponibile per i consumatori.  

Nel 1898 anche la Johnson&Johnson Co. Iniziò a produrre il filo interdentale. Questa compagnia si occupava già da tempo del commercio dei fili sterili da sutura utilizzati in chirurgia. Utilizzando la seta scartata dalla produzione, iniziarono a produrre un filo interdentale a prezzi accessibili per il pubblico.

Cartolina pubblicitaria dei primi anni del ‘900

Il filo era arrotolato in piccoli contenitori di metallo, che disponeva già di un sistema per tagliare il filo in modo pratico, come nei contenitori odierni. Iniziarono inoltre una campagna di pubblicità presso i droghieri, dove esponevano questi rocchetti per la vendita al pubblico.

Allo stesso tempo anche altre compagnie avviarono la produzione di questo accessorio, che pian piano si diffuse tra la popolazione. Tuttavia l’uso di questi dispositivi rimase abbastanza limitato, almeno fino all’introduzione del filo in nylon.

Dalla seta al nylon

La seta restò il materiale d’elezione del filo fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando venne sostituita dal nylon (anche perché la seta aveva un nuovo scopo: serviva per costruire le corde dei paracadute dei soldati). Fu il dottor Charles C. Bass che introdusse per primo il filo in nylon, negli anni ’40. Questo materiale era più resistente ed elastico rispetto alla seta, e di conseguenza più facile da utilizzare. Da qui poi nacquero le diverse varianti, dai fili cerati, a nastro e spugnosi che vediamo anche oggi.

Ora che sai che addirittura gli uomini preistorici passavano il filo, non hai più scuse 😉

Sul mercato esiste una miriade di fili per tutte le esigenze: imbevuti di agenti antisettici, aromatizzati, spugnosi o a nastro.  Visita la sezione fili interdentali e trova quello che fa per te!

Dr.ssa Alice Filippi

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