La storia dello spazzolino da denti: come questo oggetto è cambiato nei secoli - Sorrisodeciso: il filo diretto col tuo dentista
Curiosità e falsi miti
15 Settembre 2020

La storia dello spazzolino da denti: come questo oggetto è cambiato nei secoli

 

La prima apparizione della parola “spazzolino” in un testo scritto risale a quasi 400 anni fa; era il 1690 e Anthony Wood, un antiquario inglese, scrisse nella sua autobiografia di aver comprato questo oggetto.

 

Certo, anche prima del ‘600 si usava curare la propria igiene orale: gli strumenti utilizzati erano molto diversi da quelli che vediamo oggi, ovviamente.

Per pulire i denti le persone utilizzavano per esempio dei bastoncini da masticare, rametti o radici ma anche le piume di uccelli, il crine di cavallo, ossa di animali e addirittura gli aculei del porcospino.

 

L’antenato per eccellenza dello spazzolino è proprio il bastoncino da masticare.

Questo accessorio, scoperto per la prima volta a Babilonia nel 3500 avanti Cristo, era sostanzialmente il rametto di una pianta.

Il tipo di legname era variabile: dall’albero della gomma fino all’olivo, che venivano utilizzati anche per le loro proprietà antimicrobiche.

Questo legnetto veniva masticato su un’estremità finché non si ammorbidiva (un po’ come le radici che ogni tanto si trovano anche ora).

La parte morbida veniva quindi usata per spazzolare i denti, mentre l’altra poteva fungere da stuzzicadenti.

 

Pian piano nel tempo sono stati introdotti nuovi strumenti per l’igiene orale: risale ai primi secoli dopo Cristo la scoperta, in Cina, del primo spazzolino realizzato con peli di animali.

Le setole in questione erano realizzate con peli di maiale o di cinghiale.

Queste fibre venivano ancorate a un manico di bambù o di osso: questo prototipo di spazzolino assomigliava già a quelli odierni.

L’uso di queste setole si è poi diffuso dalla Cina all’Europa, ma gli europei non erano proprio soddisfatti della durezza di queste setole.

Il pelo di maiale era troppo rigido e aggressivo e così optarono per materiali diversi e molto più delicati, tra cui il crine di cavallo ma anche le piume degli uccelli.

Dalla Cina quindi iniziò una ampia produzione ed esportazione di questi spazzolini verso l’Inghilterra, che andò avanti fino alla metà del ventesimo secolo.

 

Il primo spazzolino prodotto in Europa risalirebbe invece al 1780.

È in quest’anno che l’inglese William Addis avrebbe ideato il suo spazzolino, con peli di suino e manico di osso, durante un periodo di prigionia. Questa sua creazione lo portò ad avviare la sua impresa di produzione su larga scala. La compagnia, chiamata Wisdom Toothbrushes, è ancora attiva oggi dopo più di 200 anni.

 

Negli Stati Uniti invece il primo brevetto di spazzolino, sempre realizzato con setole di origine animali e manico di osso, avorio o legno, risale al 1857. Negli anni successivi anche negli Usa si avviò una produzione su larga scala.

 

Ben presto però, si scoprì che le setole animali erano un vero ricettacolo di batteri e che la loro detersione e asciugatura non era assolutamente facile.

Ecco quindi che nuovi materiali presero piede, come la celluloide per realizzare i manici.

Con l’introduzione delle setole in nylon da parte di DuPont, le fibre animali vennero sempre più accantonate per lasciare spazio a materiali sintetici.

 

 

Lo spazzolino negli USA non era così diffuso. Il vero boom si ebbe dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando i soldati americani tornati a casa non abbandonarono l’abitudine di spazzolare i denti, che l’esercito americano aveva fortemente impresso nei suoi uomini.

Qui affianco, puoi vedere un video molto interessante con cui le truppe venivano istruite sull’importanza dell’igiene orale e sui problemi che potevano insorgere se si trascurava la pulizia.

 

Negli anni successivi, come ci spiega il Dr. Massimo nel suo articolo (che puoi leggere qui) vennero introdotti i primi modelli di spazzolino elettrico.

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Dr.ssa Alice Filippi
 
Bibliografia:
-Ng C, Tsoi JKH, Lo ECM, Matinlinna AJP. Safety and Design Aspects of Powered Toothbrush-A Narrative Review. Dent J (Basel). 2020;8(1):15. Published 2020 Feb 5. doi:10.3390/dj8010015
-https://collections.nlm.nih.gov/catalog/nlm:nlmuid-101306230-vid

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